Prove INVALSI: non solo Microsoft Excel

Le prove INVALSI, rilevazione nazionale degli apprendimenti effettuata a tappeto in tutte le scuole nelle classi seconda e quinta della scuola primaria, terza della scuola secondaria di primo grado, seconda della scuola secondaria di secondo grado, sono croce e delizia della scuola italiana e degli insegnanti e fonte di ansia e di malumore per molti.

Senza entrare in polemica, vogliamo soffermarci sullo strumento utilizzato prevalentemente ovvero una maschera costruita per il programma Microsoft Excel che permette l’inserimento delle risposte e la generazione di un file di testo che viene poi inviato ad INVALSI affinché venga rielaborato per le statistiche di competenza.

E le scuole che non hanno più Microsoft Office magari perché hanno scelto software libero (per esempio LibreOffice)? La soluzione alternativa apparentemente pare non esserci, salvo poi scoprire che esiste. È da due anni, infatti, che INVALSI ha predisposto una maschera per la raccolta dei dati scritta nel linguaggio Java e indipendente dal pacchetto di Microsoft. Si può installare sia in ambiente Windows che Linux e non richiede nessuna strana manovra, solo un doppio clic per poter essere avviata.

Peccato che questa soluzione non venga minimamente pubblicizzata, INVALSI non dice che esiste a meno che non venga richiesto dalle segreterie o dagli insegnanti che ne sono venuti a conoscenza, il più delle volte per un puro caso. Per poter avere a disposizione la maschera Java le scuole devono scrivere una mail alla casella di posta predisposta per la comunicazione con INVALSI (prove@invalsi.it) e potranno quindi trovare la maschera disponibile per il download nella loro area prove il giorno della somministrazione.

Una procedura un po’ da “carbonari” ma questa è la situazione. Solo gli uffici scolastici di Monza e Brianza e della provincia di Trento hanno fatto una comunicazione ufficiale alle scuole illustrando la possibilità alternativa e dando indicazioni su come ottenere la soluzione open.

Anche quest’anno le premesse non sono buone, nessuna comunicazione ufficiale. E allora ecco che ci si affida al tam tam tra gli insegnanti che sono in contatto nei gruppi mail (So.Di.Linux, Wii libera la lavagna, Porte Aperte sul Web e altri) e nei gruppi Facebook (Animatori Digitali, Insegnanti 2.0 ecc. ecc).

Se la soluzione c’è, funziona, è semplice da usare, offre una soluzione libera… perché non diffonderla, magari come unica soluzione per tutti?

Aspettando fiduciosi che una circolare arrivi, chiediamo a tutte le scuole di richiedere la maschera Java scrivendo una mail a prove@invalsi.it: più richieste arriveranno a INVALSI più sarà alta la possibilità che questa soluzione venga offerta direttamente nell’area prove senza alcuna pressione. E senza alcuna richiesta specifica per uno strumento che dovrebbe essere agevolato e non certo nascosto.

a cura di Paolo Mauri e Matteo Ruffoni