Introduzione a Open Document Format
I documenti che creiamo, siano essi relazioni, fogli di calcolo o presentazioni, sono fondamentali per comunicare, condividere e archiviare le nostre conoscenze. Tuttavia, il formato in cui questi documenti vengono salvati non viene quasi mai considerato con l’attenzione che merita.
È qui che entra in gioco Open Document Format (ODF), il formato nativo dei documenti di LibreOffice, uno standard tecnico che garantisce che essi possano essere gestiti nel tempo – letti, modificati, salvati, stampati – senza vincoli con fornitori o prodotti specifici.
Approvato da OASIS come formato standard aperto per i documenti nel maggio 2005 e da ISO/IEC nel maggio 2006, ODF esiste ormai da oltre 20 anni, anche se la maggior parte degli utenti di software di produttività non lo conosce e utilizza, in quanto non è diffuso quanto il formato proprietario Microsoft OOXML.
Questo significa che un numero enorme di documenti, pari a quasi 200 zettabyte di dati nel 2026, è soggetto alle strategie commerciali di un’azienda ed è al di fuori del controllo dei propri autori, che in futuro potrebbero trovarsi nell’impossibilità di gestire i propri contenuti a meno che non usino lo stesso software Microsoft con cui li hanno creati.
Inoltre, la retrocompatibilità – che Microsoft utilizza per giustificare i vincoli del proprio formato proprietario – impedisce l’innovazione del formato dei documenti, in quanto la presenza di elementi proprietari provenienti dai vecchi formati binari, estranei a qualsiasi formato standard, costringe i documenti a rimanere legati a tecnologie obsolete e incompatibili con gli sviluppi futuri.
I vantaggi dello standard ODF
ODF è uno standard aperto per la creazione, il salvataggio e la condivisione dei documenti da ufficio, che prevede diverse tipologie di file: testo (ODT), fogli di calcolo (ODS), presentazioni (ODP), disegni (ODG), database (ODB) e formule matematiche (ODF). È sviluppato nell’ambito di OASIS (un’organizzazione indipendente che promuove gli standard informativi strutturati) da un Comitato Tecnico di cui fanno parte più aziende, organizzazioni e individui.
ODF è un linguaggio universale per i documenti che consente a qualsiasi software compatibile di crearli, leggerli e salvarli, senza costringere gli utenti all’uso di una specifica applicazione commerciale. ODF può essere implementato senza vincoli da qualsiasi software, proprio perché è stato sviluppato a difesa degli interessi degli utenti.
Per comprendere l’importanza di ODF, è utile sapere come funzionano i formati proprietari. Un documento salvato in formato DOCX, XLSX o PPTX, funziona al meglio solo con il software con cui è stato creato, ovvero con Microsoft 365 e in precedenza con Microsoft Office, perché contiene degli elementi noti solo alla stessa Microsoft.
Nel tempo, questo può causare problemi di compatibilità, perché un formato proprietario può essere modificato senza preavviso, e senza documentazione, in qualsiasi momento, a seconda delle strategie commerciali dell’azienda. In questo modo, i documenti possono diventare illeggibili, a seconda della versione del software.
ODF evita tutti questi problemi. Siccome è completamente standard, aperto e gratuito, ed è documentato in modo trasparente, il rischio di incompatibilità non esiste. Gli utenti possono passare da un software all’altro senza perdere né l’accesso né il controllo dei propri file, perché il loro formato è identico in quanto indipendente dalle caratteristiche e dal comportamento di un solo programma.
Il presente e il futuro di ODF
La crescente importanza dei documenti digitali in ogni settore e la crescente attenzione verso il problema della sovranità digitale – l’indipendenza dalle Big Tech – stanno favorendo l’adozione di ODF a livello governativo. A partire dal 2028, in Germania verrà ammesso solo il formato ODF, e altri governi europei stanno andando nella stessa direzione.
In Italia, il Codice dell’Amministrazione Digitale autorizza solo l’uso di ODF, anche se l’assenza di sanzioni per chi non rispetta il mandato di questa legge fino a oggi ha permesso alla maggioranza delle pubbliche amministrazioni di continuare a usare il formato proprietario OOXML.
Peraltro, la situazione dovrà cambiare, perché non è possibile che le pubbliche amministrazioni continuino a utilizzare un formato che svantaggia tutti sotto ogni aspetto, e soprattutto svantaggia i cittadini. I documenti, infatti, dovrebbero appartenere ai loro autori e non a un fornitore di software tramite il formato di file utilizzato, e nel caso di un Paese, dovrebbero appartenere ai suoi cittadini.
ODF è l’unico modo per riprendere il controllo e garantire che i dati rimangano aperti, accessibili e al riparo dal rischio di obsolescenza.
Che siate privati cittadini che desiderano avere il controllo sulla propria vita digitale, insegnanti che mirano a condividere le conoscenze utilizzando strumenti aperti per garantirne la disponibilità a lungo termine alla comunità, funzionari pubblici alla ricerca di trasparenza a lungo termine o politici che rappresentano gli interessi dei cittadini, ODF è l’unica scelta intelligente e sostenibile.