ODF: una mappa dell’utilizzo

Nel corso dei suoi 20 anni di storia, lo standard ODF è stato adottato, o almeno raccomandato, da numerosi organismi sovranazionali e da diversi Paesi in quasi tutti i continenti.

Tuttavia, questo non implica necessariamente che lo standard ODF venga usato nel rispetto di queste decisioni, che spesso assumono la forma di leggi, poiché le massicce campagne di lobbying e disinformazione condotte da Microsoft, volte a tutelare i propri ricavi pari a decine di miliardi di dollari generati dal formato proprietario OOXML (DOCX, XLSX e PPTX), favoriscono l’uso di quest’ultimo.

Nonostante ciò, è estremamente facile dimostrare gli svantaggi per i sistemi nazionali, le comunità di cittadini e i singoli individui, che vanno dalla perdita di controllo sui contenuti, a numerosi problemi di interoperabilità e alla dipendenza dalle strategie commerciali di un unico fornitore.

Le informazioni contenute in questo post si basano sulla una ricerca di fonti relative alle adozioni o alle raccomandazioni sull’utilizzo di ODF. Ho iniziato a raccogliere questi documenti intorno al 2010 e continuo ad aggiornare la raccolta ogni anno. Negli ultimi dodici mesi, ho anche utilizzato l’intelligenza artificiale per la mia ricerca, e questo mi ha aiutato a trovare altri articoli.

Purtroppo, l’adozione formale o la raccomandazione all’utilizzo di ODF non garantiscono l’effettivo rispetto della legge. Per esempio, l’ultima versione delle Linee Guida relative al Codice della Pubblica Amministrazione Digitale – legge dello Stato italiano – vietano esplicitamente l’uso di OOXML, in quanto non si tratta di un formato dei dati standard e aperto, ma la decisione viene ampiamente ignorata dagli enti pubblici.

Organismi sovranazionali

La NATO richiede a tutti i 28 paesi membri di utilizzare ODF come formato standard per lo scambio di documenti.

Le organizzazioni delle Nazioni Unite (ONU) e le ONG privilegiano formati standard e aperti per garantire che tutti i documenti rimangano accessibili e non dipendano da strumenti costosi o soggetti a restrizioni. Per questo motivo, ODF è utilizzato per relazioni, bozze di politiche e documentazione collaborativa tra i vari team.

La Commissione Europea ha preso posizione a favore degli standard aperti e promuove l’utilizzo di formati come ODF nei documenti, come previsto dalla sua strategia sul software open source. Parlamento Europeo, Commissione Europea ed EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) integrano ODF nei propri flussi di lavoro interni per garantire maggiore trasparenza e neutralità linguistica.

Europa

Austria: il Ministero della Difesa ha adottato ODF come formato principale dei documenti.

Belgio: dal settembre 2007 tutti i dipartimenti del governo federale belga sono tenuti ad accettare e leggere i documenti in formato ODF, e un memorandum ha stabilito ODF come standard per lo scambio di documenti da ufficio all’interno della pubblica amministrazione federale.

Danimarca: dal 1° aprile 2011 il Parlamento danese ha reso obbligatorio l’uso di ODF da parte delle autorità statali per lo scambio e l’archiviazione dei documenti. In precedenza, le agenzie erano tenute solo ad accettare documenti in tale formato.

Finlandia: il Ministero della Giustizia e altri ministeri hanno adottato ODF come formato principale per i documenti.

In Francia, il Référentiel Général d’Interopérabilité (RGI) raccomanda ODF come formato da preferire per i documenti da ufficio nelle pubbliche amministrazioni.

In Germania, il Consiglio Tedesco per la Pianificazione delle Tecnologie dell’Informazione, che rappresenta i governi federale e statali, si è impegnato a rendere ODF lo standard per la gestione dei documenti nella pubblica amministrazione entro il 2027. Il Ministero degli Affari Esteri e diversi tribunali federali usano già ODF. Anche diversi stati federali e comuni hanno adottato una suite per ufficio compatibile con ODF. Infine, ODF viene citato come elemento centrale della strategia di sovranità digitale dello Schleswig-Holstein.

Paesi Bassi: il governo olandese impone l’uso di standard aperti, compreso ODF, per tutti gli scambi di dati nel settore pubblico e la sua adozione è monitorata da una comunità politica attiva che ne sostiene l’implementazione.

In Slovacchia, tutte le autorità pubbliche devono poter leggere e utilizzare ODF per la comunicazione elettronica e la pubblicazione di documenti, compresi quelli con firma elettronica.

Spagna (Andalusia ed Estremadura): queste due regioni impongono alle agenzie governative l’utilizzo di ODF (insiema a PDF/A per i documenti statici) per la comunicazione tra loro e con i cittadini.

Svizzera: si raccomanda alle agenzie governative di utilizzare ODF per lo scambio di documenti con i cittadini o con altre agenzie.

Regno Unito: nel 2014 il governo britannico ha adottato ODF come unico standard per la condivisione e la collaborazione su documenti modificabili in tutto il settore pubblico.

America

Argentina (Provincia di Misiones): L’uso di ODF è obbligatorio all’interno delle organizzazioni amministrative governative.

Brasile: dal 2010 i formati proprietari sono vietati nell’amministrazione pubblica federale e ODF è lo standard per tutti i documenti da ufficio. È obbligatorio nelle politiche informatiche federali ed è utilizzato nei ministeri e nei governi statali. Il SERPRO (il servizio federale di gestione dei dati) garantisce che i flussi di lavoro documentali nazionali siano conformi allo standard.

Uruguay: i documenti pubblici devono utilizzare ODF per i file modificabili e il PDF per i moduli compilabili e i documenti non modificabili.

Venezuela: tutte le organizzazioni del governo federale devono utilizzare ODF per i documenti modificabili.

Asia

India: la politica sull’adozione di standard aperti per l’e-government include ODF come formato preferito per tutti i servizi federali e statali, in particolare dove la neutralità rispetto ai fornitori è fondamentale per garantire l’accessibilità economica e la scalabilità.

Taiwan: il Ministero dell’Istruzione ha introdotto strumenti conformi a ODF in tutte le scuole, mentre gli enti locali utilizzano LibreOffice per l’amministrazione quotidiana.

Africa

Sudafrica: la politica MIOS (Minimum Interoperability Standards) sudafricana mira a garantire un governo digitale a prova di futuro e l’accesso tutti. Promuove gli standard aperti e indica l’ODF come formato accettato.

Conclusione

Nonostante queste adozioni, il formato più diffuso rimane quello totalmente proprietario Microsoft, sia per abitudine sia per effetto dell’imponente campagna di lobby a favore di Microsoft Office e Microsoft 365. Secondo fonti indipendenti Microsoft spende diversi milioni di euro per attività di lobby a livello UE, a cui si aggiungono quelli spesi nei singoli Paesi per lo stesso obiettivo.

Noi possiamo contare solamente sulla forza delle nostre idee e sulla validità del formato ODF, che è talmente superiore a OOXML da aver conquistato gran parte delle approvazioni di cui abbiamo parlato in questo post senza alcun bisogno di un contatto a livello istituzionale. Sicuramente, avremmo potuto fare meglio, ma non siamo attrezzati per una competizione dove gli interessi degli utenti vengono calpestati sull’altare del fatturato.